Il vero correttore di bozze è quello che soffre fisicamente per i refusi: la sua è una malattia psicosomatica. Può leggere centinaia di pagine su genocidi, stupri etnici, catastrofi naturali, assassini seriali, streghe che divorano neonati, il tutto senza batter ciglio. Ma se vede un doppio spazio, un apice nel verso sbagliato, un errore di ortografia, una virgola troppo staccata dalla parola che la precede – ecco che lo percorre quel brivido profondo di disagio, quel prurito, quella smania di far giustizia, di drizzare i torti, di ristabilire l’ordine messo a soqquadro. Quando si tratta di refusi, il più mite correttore di bozze, con tanto di bandierina della pace esposta sul davanzale, si trasforma in un interventista umanitario, perfino in un guerrafondaio: guai a lasciare degli errori di battitura a piede libero in un libro sul Rwanda. Qualcuno potrebbe vedere in questa sua curiosa forma mentis il segno di una schizofrenia morale, tratto che peraltro non manca mai nell’identikit psicologico di ogni buon genocida.
MOOD - Calvin and Hobbes - The Full Story

Calvin goes time-travelling instead of writing a story for his paper.

SCRIVERE SUL CERVELLO - Grazie ad una tecnologia di optogenetica, gli studiosi di Oxford sono riusciti non solo a individuare il gruppo di 12 neuroni responsabili della memoria olfattiva nei moscerini, ma anche a manipolarli attraverso fasci di luce laser incaricati di «trascrivere» il ricordo di un elettroshock mai avvenuto. Dopo questa stimolazione neuronale, i moscerini tendevano a evitare quell’odore dal momento che lo associavano ad una brutta esperienza. Insomma, nel loro cervello è stato inserito un vero e proprio “falso ricordo” in grado per di più di alterare i loro comportamenti futuri.
Io ho, d’altronde, un’assoluta fiducia nel sentimento di orrore che provo pel sostantivo che si avanza seguito dal suo aggettivo come da uno straccio o da un cagnolino. Talvolta, quest’ultimo è tenuto a guinzaglio da un avverbio elegante. Talvolta il sostantivo porta un aggettivo davanti e un avverbio di dietro, come i due cartelloni d’un uomo-sandwich. Sono altrettanti spettacoli insopportabili.
Le parole che uno non riesce a trovare dinanzi a certe persone, vengono poi più tardi, quando quelle persone le abbiamo lasciate. Derivano dallo sgomento in cui uno è gettato dalla presenza dell’altro. Senza quello sgomento non nascerebbero; ma è loro peculiarità non poter essere subito disponibili. Credo che siano queste parole veementi, ma ritardate, quelle che fanno lo scrittore.
There was a time when I wanted to be like Sting, the singer, belting out, “Roxanne …” I guess that’s why we have karaoke, for fantasy night. If only there was such a thing for failed plumbers, politicians or celebrities who think they can write.